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I 7 CHAKRA: COSA SONO E A COSA SERVONO

Aggiornato il: 23 ott 2020




Oggigiorno avrai sicuramente sentito parlare dei sette chakra, di solito in contesti riguardanti lo yoga, la meditazione, la guarigione emotiva, l'ayurveda o le cure alternative.

In questa semplice guida vedremo cosa sono i chakra, che cosa simboleggiano e uno spunto su come realmente accedere alla cosiddetta Porta della Pura Coscienza.


La parola chakra deriva dal sanscrito e significa “ruota”, “disco” o “cerchio”, e si riferisce alla tradizione più antica che l'essere umano conosca, quella indù, e difatti i chakra sono menzionati per la prima volta nei Veda, i testi sacri più antichi che ci siano.


Questi sette centri di energia definiscono i punti di contatto tra il piano fisico e spirituale nel corpo umano e promuovono il benessere tra corpo, mente e spirito.

Infatti, in particolare secondo la tradizione induista, l'equilibrio e il corretto funzionamento dei chakra costituiscono una risorsa fondamentale per la salute fisica e mentale: è importante che l'energia fluisca bene in ogni chakra perché se rimane bloccata per troppo tempo ci possono essere degli squilibri che possono generare anche malessere fisico e mentale o blocchi emotivi.


Immagina questi chakra come dei mulinelli su di un corso d'acqua che sono quindi in perenne rotazione, come dei vortici.

I sette chakra hanno appunto la funzione di far scorrere l'energia vitale (prana) lungo tutto il corpo, ma non solo.

Come abbiamo detto i sette chakra sono dei centri energetici che collegano corpo, mente e spirito, e possono essere visti come delle vere e proprie centrali di energia o scambiatori di energia: grazie anche ai 72.000 canali energetici chiamati “nadi” che scorrono attraverso il nostro corpo, i chakra mettono in comunicazione la nostra energia con quella dell'ambiente che ci circonda, con l'universo intero, assorbendo, scambiando e ridistribuendo l'energia vitale o prana.


Essendo dei centri energetici i chakra non risiedono nel corpo fisico, bensì nel corpo sottile secondo lo yoga e la medicina ayurvedica.

Yoga letteralmente significa “unione”, ovvero l’unione tra l’umano e il divino, tra la nostra essenza individuale (atman) e quella universale (Brahman), e questo può avvenire anche (ma non solo) con l'ascesa di Kundalini attraverso appunto i sette chakra fino alla sommità del capo, risvegliandosi così al proprio stato naturale di pace e beatitudine.

Kundalini è un aspetto dell'energia divina (Shakti) presente in ognuno di noi che si ritiene risiedere aggrovigliata come un serpente alla base della spina dorsale. Per approfondire Kundalini leggi questo articolo.


Solitamente i sette chakra vengono rappresentati con i sette colori dell'arcobaleno e con dei fiori di loto con un numero di petali diverso. Ad ogni chakra corrisponde un numero di petali, un mantra, un colore e un elemento.

Vediamo ora più nel dettaglio il loro significato:



Primo chakra: Muladhara, il chakra della radice.



Il primo chakra, o chakra della radice, si trova alla base della spina dorsale, nella zona del perineo, tra genitali e ano, ed è la sede di Kundalini.

È associato al colore rosso, all'elemento Terra ed è rappresentato da un fiore di loto con 4 petali.

Muladhara regola i 4 bisogni primari dell'essere umano: cibo, riposo, sesso e istinto di sopravvivenza.

La sua funzione energetica è di aiutare a mantenere la stabilità, la sicurezza, la fiducia in noi stessi e quindi è facile intuire che costituisce le fondamenta, le radici del nostro apparato psicofisico.

Quanto più solide e in salute sono le radici, tanto più l'albero ne trae giovamento.


Se il chakra della radice è in equilibrio e funziona bene ci sentiremo sicuri, determinati, ancorati alla realtà e pronti ad affrontare nuove sfide. È connesso con la volontà di vivere e dona vitalità all'organismo.

Se invece il primo chakra è bloccato, allora ci possiamo sentire preoccupati, insicuri, sfiduciati, apatici e quindi non riusciremo ad intravedere stimoli, preferendo rinunciare ad ogni sfida, ad ogni cosa che comporta sforzo e impegno, perdendo così il contatto con la realtà.

Al contrario se c'è un eccessivo funzionamento del primo chakra cercheremo di soddisfare i nostri bisogni primari in modo ossessivo, tendendo ad essere aggressivi, egoisti, irascibili.


Riassumendo:

-Collocazione: base della spina dorsale, perineo

-Colore: rosso

-Loto: 4 petali

-Elemento: Terra

-Sede di: sopravvivenza, volontà di vivere

-Mantra: Lam



Secondo chakra: Svadhisthana, chakra sacrale.



Il secondo chakra, o chakra sacrale, è situato in corrispondenza dell'osso sacro, nel centro dell'addome, due dita sotto l'ombelico.

È associato al colore arancione, all'elemento Acqua ed è rappresentato da un fiore di loto con sei petali.

Svadhisthana è il centro dei sentimenti e della creatività.

Questo chakra è connesso con la creatività, il piacere, il desiderio di procreazione, di unione sessuale con l’altro, ma anche con il bisogno di socializzare e di espandere la propria personalità.

La sua funzione energetica è quella di aiutarci a regolare le nostre emozioni e i nostri desideri, in modo da non esserne sopraffatti.


Se il secondo chakra funziona bene allora avremo un buon rapporto con noi stessi e con gli altri, e non saremo dominati dalle nostre emozioni o passioni.

Nel caso in cui ci sia una disarmonia in questo chakra soffriremo di forti sbalzi d'umore.

Se c’è un funzionamento insufficiente si tenderà all’introversione, a solitudine, paura, senso di colpa, incapacità di amarsi e mancanza di passioni.

Un funzionamento eccessivo di questo chakra si traduce in forti difficoltà con l'altro sesso, ricerca costante di appagamento e piacere, aumentando così le probabilità di incorrere in dipendenze da alcol, droghe, sesso, gioco d’azzardo, cibo.


Riassumendo:

-Collocazione: due dita sotto l’ombelico

-Colore: arancione

-Loto: 6 petali

-Elemento: Acqua

-Sede di: creatività, emozioni, sessualità

-Mantra: Vam



Terzo chakra: Manipura, chakra del plesso solare.



Il terzo chakra si trova nel plesso solare ovvero sotto il diaframma, tra l’ombelico e lo sterno.

È associato al colore giallo, all'elemento Fuoco ed è rappresentato da un fiore di loto con dieci petali.

Manipura è anche chiamato il “chakra del potere personale” perchè è la sede dell’ego, il centro del potere e dell’affermazione personale.

Questo chakra è connesso con la forza e la capacità di realizzare i propri desideri, con l’autostima, la volontà, la confidenza, l’azione.

La funzione energetica del terzo chakra è di ottimizzare il potere personale e donarci sicurezza in modo da affrontare la vita con forza e determinazione.


Un buon funzionamento del terzo chakra determina autostima, indipendenza, consapevolezza dei propri mezzi per raggiungere il successo, forza di volontà e sicurezza in sè stessi.

Se questo chakra funziona male ci possono essere insoddisfazione personale, senso di inferiorità, insicurezza, inadeguatezza, bassa autostima.

Viceversa se avviene un funzionamento eccessivo allora si possono manifestare sete di potere, egocentrismo, prepotenza, narcisismo, autoritarismo.


Riassumendo:

-Collocazione: plesso solare, sotto al diaframma

-Colore: giallo

-Loto: 10 petali

-Elemento: Fuoco

-Sede di: potere, espansività, forza

-Mantra: Ram



Quarto chakra: Anahata, chakra del cuore.



Il quarto chakra, o chakra del cuore, si trova al centro del petto, in corrispondenza con lo sterno.

È associato al colore verde, all'elemento Aria ed è rappresentato da un fiore di loto con dodici petali.

Come si può facilmente intuire Anahata rappresenta l’amore e la compassione, in tutte le loro forme.

Questo chakra è detto essere la dimora dell’infinito, la sede dell’energia divina, del proprio indistruttibile Sè. Inoltre fa da ponte tra i 3 chakra inferiori e i 3 chakra superiori, collegando corpo e spirito.

La sua funzione energetica è quella di aiutarci a dare, ricevere ed attingere pace, amore, compassione, umiltà.

Diventa di fondamentale importanza una volta che siamo stabili nel nostro stato naturale di Presenza ininterrotta per consentirci di evolvere ulteriormente. Ci sono delle tecniche avanzate che lavorano in tal senso, ma prima è bene favorire l’apertura del settimo chakra per poter realizzare concretamente il nostro vero stato di coscienza (se vuoi saperne di più, vedi qui)


Se il quarto chakra funziona correttamente allora saremo in grado di donare e ricevere amore, di amare incondizionatamente, di essere generosi con il prossimo, essere empatici ed in sintonia con tutto ciò che ci circonda, cogliere la bellezza delle piccole cose della vita.

Se invece c’è un malfunzionamento allora si tenderà ad essere freddi, diffidenti, incapaci di amare sè stessi o gli altri, vulnerabili.

D’altro canto, se c’è un funzionamento eccessivo tenderemo a focalizzarci troppo nell’aiutare o nell’amare gli altri, ma non in modo disinteressato, bensì ricercando sempre qualcosa in cambio come ad esempio riconoscimento e gratitudine, rischiando di sfociare persino in sentimenti di odio o gelosia nel caso in cui le nostre aspettative vengano disattese.


Riassumendo:

-Collocazione: centro del petto

-Colore: verde

-Loto: 12 petali

-Elemento: Aria

-Sede di: amore e compassione

-Mantra: Yam



Quinto chakra: Vishuddha, chakra della gola.



Il quinto chakra si trova alla base della gola e regola la comunicazione sia con gli altri che con noi stessi.

È associato al colore azzurro, all'elemento Etere ed è rappresentato da un fiore di loto con sedici petali.

Questo chakra è connesso con la comunicazione, l’espressione, la sincerità, ma anche la capacità di ascoltare sè stessi e gli altri. Comunicare infatti significa entrare in contatto con gli altri e la sua funzione energetica è appunto quella di aiutarci a comunicare in modo autentico.


Se il quinto chakra funziona correttamente saremo in grado di ascoltare, di esprimerci e di comunicare in modo chiaro ed efficace.

In caso non funzioni al meglio, tenderemo ad essere timidi, impacciati, incapaci di ascoltare o di esprimerci, evitando così il contatto sociale per paura o disagio.

Se c’è invece un funzionamento eccessivo è facile intuire che la persona risulta prolissa, ipocrita, impulsiva, incapace di ascoltare.


Riassumendo:

-Collocazione: gola

-Colore: azzurro

-Loto: 16 petali

-Elemento: Etere

-Sede di: comunicazione, espressione

-Mantra: Ham



Sesto chakra: Ajna, chakra del terzo occhio.



Il sesto chakra, o chakra del terzo occhio, è probabilmente il chakra più conosciuto.

Si trova al centro della fronte ed è il simbolo della visione interiore, dell’intuizione, della chiarezza mentale.

È associato al colore indaco, all'elemento Luce ed è rappresentato da un fiore di loto con due petali, a simboleggiare la dualità oltre la quale scorgere la vera realtà delle cose.

Ajna racchiude in sè la capacità di trascendere il proprio ego e conoscere il proprio Sè superiore, diventando così consapevoli di ciò che siamo, percependo la realtà per quello che è, con saggezza e senza pregiudizi.

La funzione energetica del chakra del terzo occhio è quella di aiutarci a conoscere noi stessi a livello mentale, emozionale e soprattutto spirituale, fino anche a riuscire a percepire l’energia chi ci sta di fronte.


Se il sesto chakra funziona in modo efficiente l’individuo godrà di ottima capacità mentale, mnemonica, potrà sviluppare grandi capacità intuitive ed empatiche e addirittura doti di chiaroveggenza.

Se questo chakra non funziona bene si può riscontrare scarsa memoria, cinismo, ottusità, e diffideremo di tutto ciò che non possiamo vedere con i nostri occhi.

Quando funziona in modo eccessivo è facile essere travolti da impazienza, arroganza, supponenza, confusione tra realtà e immaginazione, disprezzo per gli altri.


Riassumendo:

-Collocazione: centro della fronte

-Colore: indaco

-Loto: 2 petali

-Elemento: Luce

-Sede di: intuizione, saggezza, visione interiore

-Mantra: Om



Settimo chakra: Sahasrara, chakra della corona.



Il settimo chakra, o chakra della corona, è il centro psichico del sapere superiore che ci collega con l’energia universale, che collega l’umano con il divino, con l’Illuminazione.

È la porta della Pura Coscienza.

Non si trova nel corpo fisico, bensì sopra la testa, ed è il chakra della conoscenza, della consapevolezza dell’Unità, quello che ci mette in comunicazione con il Tutto. Essendo anche il chakra dove sfocia Kundalini nella sua ascesa attraverso i sette chakra, è anche detto essere il chakra della liberazione e della beatitudine.

È associato al colore bianco o anche viola, trascende ogni elemento ed è rappresentato da un fiore di loto con mille petali, ad indicare la nostra vera natura: l’Infinito.


Se il settimo chakra funziona correttamente ci saranno saggezza, felicità, pace, grande consapevolezza, sensazione di connessione con la bellezza attorno a noi.

Se il settimo chakra è “chiuso” l’individuo sarà scollegato dalla sua vera essenza, evitando ogni contesto “spirituale”, sentendosi però insoddisfatto, sconfortato, disperatamente attaccato alle cose terrene.

Non esiste la possibilità di aprire troppo il settimo chakra, anzi è considerato il chakra più importante perché se lavoriamo su noi stessi o se ricorriamo a certi strumenti per favorirne l’apertura, come ad esempio Shaktipat, possiamo accrescere la nostra consapevolezza fino a realizzare il nostro stato naturale e quindi sperimentare la vera felicità, quella permanente.


Riassumendo:

-Collocazione: sopra la testa

-Colore: bianco o viola

-Loto: 1000 petali

-Elemento: trascende gli elementi

-Sede di: consapevolezza divina, ponte tra umano e divino

-Mantra: Om (si, lo stesso mantra del sesto chakra) o anche assenza di mantra per lasciare spazio al Silenzio



Grazie a questa guida abbiamo visto che cosa sono i sette chakra, come funzionano e a che cosa servono.


Al di là dei consigli e delle pseudo tecniche per equilibrare e purificare i chakra attraverso suoni o visualizzazioni (che lasciano il tempo che trovano), la verità è che bisogna lavorare su sè stessi ogni singolo giorno. E se questo viene fatto con strumenti adeguati, ovvero efficienti, allora il progresso può essere davvero molto rapido e tangibile.



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Buona vita!


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