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SORPRESA NEL MONASTERO DOVE SONO STATO IN RITIRO



Nel monastero dove sono stato c'erano giusto un paio di ulivi (più di 3000). Mi sono preso alcuni giorni per andare in un monastero e dedicare tutto il tempo alle pratiche spirituali e a dimorare nella profondità di questo gioco divino (Lila, in sanscrito). Il posto era fantastico, specialmente per il paesaggio di cui si poteva godere.

Fin da subito i monaci si sono dimostrati super accoglienti e cucinavano sempre degli ottimi pasti.


C’è una cosa però che mi ha sorpreso molto e che non mi sarei aspettato, anche se poi facendo 1+1 risulta essere perfettamente logico. Ciò che voglio trasmettere con il seguente post è che questa cosa di cui parlerò si applica direttamente ad ognuno di noi, al nostro sistema corpo-mente-spirito.

In questa vita ho avuto la grande fortuna di recarmi in molti luoghi sacri, dall’India all’Est Europa, fino alle Ande in Sud America. E anche in Italia ci sono molte chiese e monasteri con un’energia che si può toccare con mano.

Tuttavia, nel monastero dove sono stato di recente c’era silenzio... ma non c’era energia! Parlo di questo non per fare una critica ovviamente, ma per rimarcare una delle tante prove che mostra come sia l’energia di chi è presente in un luogo e quindi il tipo di pratiche che svolge, a fare la differenza e a caricare quel posto.

Infatti ci sono posti nel mondo dove si percepisce subito una grande energia proprio perché molte persone hanno meditato lì per diverso tempo, e così si può scendere in profondità, nel silenzio interiore, molto più facilmente perché quell’energia rimane lì, non è che sparisce. Certamente ci sono anche delle ragioni legate a posizionamento e simili su cui si potrebbe discutere a lungo (basti pensare all’Himalaya, alle Ande, o ad Arunachala), ma a prescindere da questi fattori ciò che dona maggiormente energia ad un luogo è se un santo è vissuto lì.

Ci sono molti esempi, specialmente in India, dove anche una semplice camera da letto in cui un santo accoglieva le persone che andavano a trovarlo, tutt’oggi esplode di grandissima energia.

Com’è possibile? Beh è possibile perché tu, come ogni cosa, sei essenzialmente energia. Solo che nel 99,9% dei casi, la persona vive, incarna, riflette la propria energia in forma contratta, con un grado di consapevolezza molto basso, tale per cui è convinta di essere solamente un nome, cognome, un corpo fisico, un ruolo sociale, ecc. e di conseguenza vive un senso di grande separazione con tutto ciò che la circonda. Comportandosi come? Beh basta osservare il mondo per capirlo…

Puoi facilmente intuire che una forma di energia contratta non può trasmettere la sua energia né al luogo né alle persone, è chiusa su sé stessa. E tra parentesi questo si collega direttamente alla spiegazione tecnica del funzionamento di Shaktipat. Ecco uno dei motivi per cui alcuni veicoli corpo-mente-spirito possono trasmettere il divino che scorre attraverso di sé e altri no. Chiusa parentesi.

L’utilità dell’evoluzione spirituale sta proprio nel rimuovere tutti gli strati di ignoranza che hai accumulato e che velano la verità sempre presente, ciò che tu sei veramente.

Infatti quando cominci ad evolvere un po’ più velocemente e quindi intraprendi il cammino spirituale in modo attivo, questa contrattura, che è il tuo ego assieme alle migliaia di false credenze che tieni stretto, inizia a sciogliersi piano piano, e tu ti rilassi, diventi sempre più trasparente, ti espandi sempre di più, lasciando sgorgare il divino che è in te.

Ecco che puoi avere l’esperienza diretta di essere ben più di una semplice persona tal dei tali e di un corpo fisico, per esplodere di silenzio, estasi, puro essere, e renderti conto che sei la vita stessa e anche a quel punto riconoscere che c’è ancora di più di quanto puoi immaginare.

Ora, un santo, diventato tale grazie ad intense pratiche spirituali e non con i gratta e vinci, ha trasceso i limiti che un essere umano medio concepisce, vive 24/7 la propria vera natura divina, e quindi è un flusso incessante di questa energia consapevole che scorre attraverso di lui e che non avendo limiti può fluire e contagiare facilmente chi gli sta attorno. Immagina una fontana che continua a donare acqua senza alcuno sforzo. Per questo motivo chi ha un po’ di consapevolezza, cioè è un po’ meno contratto, può percepire un’energia molto densa quando è vicino ad un grande essere o anche solo nella stessa stanza, la quale poi conserva quella vibrazione. Una sorta di effetto wormhole cioè una sensazione di risucchio e allo stesso tempo di emanazione di energia.

Cosa sto cercando di dire?

Che non c’è niente, proprio niente di più importante di ciò che tu pratichi ogni singolo giorno della tua vita perché il tuo sistema corpo-mente-spirito è infinitamente più influenzabile di quattro mura. Avendo appreso la storia di quel monastero, percepito un po’ chi era lì e quello che veniva praticato, era ovvio che quel posto non potesse essere impregnato di energia come invece di solito accade in quel tipo di luoghi.

Pregare è meglio di guardare la tv, ma ci sono vari tipi di preghiere e vari modi di pregare. La preghiera verbale è il livello più grossolano, più basso, e quindi meno efficace. Se invece la preghiera si trasforma in meditazione allora l’energia che si sente dentro di sè è già diversa, e di riflesso l’energia che si riversa nel luogo in cui si sta pregando sarà diversa, qualitativamente migliore. Meglio ancora quando si è in unione beatifica. Quella è la vera preghiera, l’essere uno con Dio e la sua beatitudine. A quel punto il luogo e le persone presenti si trasformano molto rapidamente.

Il punto è... che lo stesso identico ragionamento vale per te, per il tuo essere, anzi vale persino di più visto che sei più vivo di un tempio o monastero. Le tue cellule vibrano di vita e a seconda del tipo di energia con cui le nutri, avrai dei risultati di un tipo o di un altro, quindi potrai caricarti per così dire ed evolvere velocemente con tutti i meravigliosi benefici che questo comporta, oppure passare anni e anni a credere di svolgere un grande lavoro per poi ritrovarti come il monastero dove sono stato in ritiro, che dopo tutti questi secoli non è diverso dalla mia camera dove pratico ogni giorno. Anzi, se devo essere sincero mi sa che c’è più energia qui dove sto scrivendo...

Se io non avessi mai messo in discussione me stesso e soprattutto le pratiche che stavo svolgendo, sicuramente non avrei potuto godere di tutte le benedizioni che in questi 11 anni si sono riversate su di me. Quindi oggi voglio lasciarti con 3 consigli: mettiti sempre in discussione, presta più attenzione a ciò che stai facendo per la tua evoluzione e cerca modi per dare un’accelerata perché il tempo scorre molto in fretta.

Personalmente non ho ancora trovato qualcosa di più efficace di Shaktipat e lo dicono anche gli svariati risultati delle persone che lavorano con me.

Del resto, cosa può esserci di più efficace della pura energia divina?

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Buona vita!

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