• parashanti108

LAVORO INTERIORE: APPROCCIO ATTIVO VS APPROCCIO PASSIVO



Ci sono fondamentalmente 2 approcci per lavorare su di sé, e questo, assieme ad altri fattori di cui ho parlato spesso, determina l’efficacia dei tuoi risultati. Da una parte l’approccio attivo e dall’altra l’approccio passivo.


Purtroppo di solito si ricorre all’approccio passivo cioè si ricorre a qualcos’altro o a qualcun altro che provi a fare il lavoro per te. O meglio, così ti piace pensare. Perchè la verità è che nessuno può fare il lavoro sporco al posto tuo. Questo è l’approccio più facile e allo stesso tempo meno efficace.


Alcuni esempi sono massaggi di qualsiasi tipo, corsi e seminari di qualche giorno o settimana senza però avere poi una tua pratica da portare avanti, terapie di vario genere (sia di tipo psicologico sia di tipo olistico), sessioni con l’operatore olistico di turno che fa le cose più disparate per pulire l’aura, cambiare l’inconscio, accedere a chissà quale vita passata e via dicendo.


Non sto dicendo che tutto questo non serva o sia sbagliato, uno è libero di investire il proprio tempo e le proprie energie come meglio crede, ma bisognerebbe fare delle distinzioni in base a ciò che la persona vuole, a ciò che sta cercando, perché se si vuole realmente evolvere, realizzare la propria vera natura, allora serve ben altro.


Tuttavia quello che voglio trasmettere è che puoi continuare ad appoggiarti a qualcosa di esterno, ma se non svolgi un lavoro quotidiano con le tue mani, allora non puoi andare lontano.


Questa non è una mia opinione, ma ciò che ci viene ripetuto da più di 5000 in tutte le lingue da qualsiasi tradizione spirituale. Anzi, piccola parentesi, invito a fare molta attenzione alle opinioni perché nella spiritualità possono essere davvero pericolose.


Ecco che quindi passiamo all’approccio attivo dove sei tu in prima persona che con il tuo sudore, le tue lacrime, il tuo sforzo, la tua determinazione, il tuo tempo, ti dedichi in modo volontario e consapevole ad un’attività, ad una pratica efficace che ti permette innanzitutto di calmare la mente. Perchè qualsiasi cosa tu abbia, ovunque tu ti trovi, se la tua mente è agitata non riuscirai mai a sentirti in pace.


All’inizio può essere difficile, ma con il tempo diventa sempre più facile e piacevole. Alcuni dei miei clienti incontrano pace e serenità proprio perché prima o non stavano facendo nulla o adottavano l’approccio passivo.


La domanda è: quanto sei disposto ad impegnarti nella tua pratica attiva?


La tua risposta a questa domanda corrisponde ai risultati che stai cercando. Per risposta non intendo la risposta che stai dando adesso verbalmente o mentalmente, ma la risposta che ti dai ogni singolo giorno... con i fatti!


Ti invito a porti questa domanda ogni giorno e a darti una risposta con i fatti, perché di parole se ne sentono davvero troppe nella spiritualità.


Fra l’altro in questo modo puoi mappare i tuoi progressi ed eliminare la "lamentite" perché se oggi non ti sei applicato attivamente, non hai il diritto di lamentarti mi dispiace. Se invece ti applichi giorno dopo giorno, vedrai che la voglia di lamentarti scomparirà molto in fretta.



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Buona vita!

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