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LA NUOVA FRONTIERA DELLA NEW AGE: NON E' PIU' NECESSARIO SOFFRIRE PER EVOLVERE



Si dice che non si dovrebbe parlare degli altri, ma se si lascia correre tutto, dove andremo a finire? Ecco che mi limito a farlo, peraltro senza fare nomi, solo quando ritengo che la cosa sia molto grave e abbia oltrepassato ogni limite.


Se stai cercando un rilascio di endorfine ti dico subito che non è il caso di questo post. Sai perché? Perchè è proprio questo il problema!


Riflettendo infatti si può notare come il fulcro della New Age sia uguale a quello di ogni tipo di dipendenza: provocare un rilascio di endorfine per farti sentire meglio per un po’, fornendoti sempre cose nuove con cui intrattenerti così che tu non possa mai annoiarti, così che tu non possa mai guardare alla tua mente per davvero.


Ed è proprio per tale motivo che è sempre meno diffusa la volontà di tirarsi su le maniche per lavorare su di sé seriamente. Sia mai che ci si debba sforzare. Sia mai che si debba soffrire.


Lo so benissimo che dovrei usare lo stesso approccio di certe figure così da attirare l’attenzione di molte persone e grazie all’elargizione continua di miele farle tornare qui a prenderne ancora e ancora. Ma non ci riesco perché non sarei io, perché so che non è efficace e perché nella stragrande maggioranza dei casi è solo apparenza, oltre che fuffa.


Come faccio ad esserne certo? Ovviamente ognuno sente quello che sente in base al proprio grado di consapevolezza quando si trova di fronte ad alcune di queste figure o ascoltando certe frasi, ma ti invito a guardare ai santi passati (e presenti se hai la fortuna di incontrarli, perché ci sono). Per santi intendo coloro che hanno realmente realizzato l’unione con il divino (Yoga). Noterai che non usano la carota così spesso come uno vorrebbe credere.


Io ce la metto tutta per non ascoltare le mie sensazioni quando si tratta di personaggi che parlano di spiritualità. Mi dico "Ehi, lasciamo da parte quello che percepisco di Tizio, ascoltiamo cosa ha da dire. Magari è diverso da quello che sento". Però poi, 99 volte su 100 capita che le mie sensazioni si rivelano esatte. Sia in un verso che nell’altro.


Questo post non piacerà a chi è alla ricerca di unione con il prossimo a prescindere, in maniera indiscriminata. Se sei uno di questi, voglio dirti che anch'io sono per l'unione, ma sono anche per il discernimento. Perché 𝐢𝐥 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞̀ 𝐜𝐢𝐞𝐜𝐨 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐢𝐥 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐞. E procedere alla cieca rende le cose ancora più complicate e confuse di quanto già non lo siano.


Ecco perché fra l’altro continuo ad insistere sull’importanza di calmare la mente, pilastro fondamentale del percorso base di 5 settimane che ho creato, visto che può essere un ottimo strumento se ne sei il padrone e non lo schiavo. Oggi invece si tende a spingere sul cuore (perché è facile fare leva su di esso), che è una componente essenziale, ma ci si mette poco ad abbagliarlo se non c’è consapevolezza.


Inoltre l’evidenza dei fatti lo mostra e vorrei ricordare ancora una volta che non è possibile vivere in amore e armonia con tutto e tutti in questo Yuga (Kali o Dvapara che sia). Ritengo necessario essere pratici, piuttosto che utopisti, se non si vuole rimanere impantanati.


Di recente mi è capitato di sentire con le mie orecchie da una nota personalità che si occupa di “mondi sottili” e in generale di spiritualità, che da oggi non è più necessario soffrire per evolvere. Ecco, non so davvero cosa dire e a volte mi chiedo perché dovrei sforzarmi di far capire le stesse cose che ci vengono ripetute da sempre, quando basta la Tizia di turno che, in virtù della sua visibilità, con due parole liquida una delle leggi dell'universo. Così, come se niente fosse.


Non credo di dover spiegare il perché si tratta di una legge universale.


O forse si: molto semplicemente, al di là dell’esperienza diretta, si può leggere praticamente in ogni tradizione autentica che il dolore sembra essere la parte preponderante della vita perché sembra difficile trovare una felicità permanente visto che tutto passa. E visto che il ciclo si ripete over and over. Questo spinge l’anima a cercare una via d’uscita (dal ciclo di nascite e morti). Via d’uscita che implica affrontare e lasciar andare tutto il dolore e l’ignoranza accumulate nel corso di innumerevoli vite, così da lasciar affiorare l’unica cosa che è sempre presente, che non nasce e non muore, non ha inizio né fine, ovvero la tua vera natura: Infinita Coscienza Estatica.


Non esiste sentiero privo di sofferenza: questa non è un’opinione, è una delle verità universali. Funziona così, bisogna stare peggio per stare meglio. Credere il contrario è un folle delirio. Che d’altro canto sembra piacere molto...


Non fraintendermi. Con questo non voglio dire che starai da cani per l’eternità (infatti chiunque abbia lavorato con me ora sta molto meglio), ma che è necessario averci a che fare in un modo o nell’altro se vuoi evolvere.


E nel momento in cui gusti anche solo per un istante la tua vera natura, allora ti rendi conto che nulla è comparabile e ne vieni attratto come un magnete ancor di più. Questo ti consente tra le altre cose di cominciare a sperimentare la vita cioè cose, persone e situazioni in modo totalmente diverso, molto più pieno, leggero, aperto.


In altre parole puoi beneficiare di molti frutti già durante il cammino. La fatica di trovarli e raccoglierli però fa parte del processo.


La new age sembra trionfare con grande facilità. Evidentemente è questo ciò che la maggioranza vuole.


Se vuoi parole al miele puoi trovare facilmente svariati libri e figure che con le loro favole ti accarezzeranno il cuore per un po’. Se vuoi evolvere invece puoi cominciare dalla Bhagavad Gita o dagli Yoga Sutra, ma soprattutto puoi praticare qualcosa che ti consente innanzitutto di calmare la scimmia che ti ritrovi in testa.


Non riesci a capire ciò che c’è scritto in quei testi sacri? Non riesci ad avere grandi risultati con la pratica che hai appena iniziato? Qual è il problema se in questo momento non comprendi o non hai risultati pirotecnici?

E’ difficile? Fa male? Come vedi torniamo sempre al solito punto: sforzo e dolore.

Tuttavia se mai cominci, mai finisci.


Ovviamente è più facile mettere da parte tutto ciò e ricorrere a palliativi. Con la matematica puoi dirti “Non capisco le equazioni quindi torno a fare 1+1”. Con la tua essenza puoi usare lo stesso modus operandi, ma puoi facilmente intuire che non andrai lontano.


Certo che puoi leggere qualsiasi libro spirituale, perché potenzialmente ogni cosa ti può aiutare a comprendere meglio alcune cose. Però non fermarti alle favole per favore. Sforzati un po’.


Soprattutto, indaga e chiediti perché c’è questo irrefrenabile desiderio inconscio, che purtroppo si sta trasformando in credenza diffusa, di evolvere senza soffrire. Un indizio: P_ _ _ A


Si, è la paura. Paura di soffrire. Paura di dover lavorare duro. Paura di dover affrontare i propri demoni. Paura di non farcela. Paura di mostrare la propria fragilità. Paura di rendersi conto della propria fragilità. Paura di essere meno evoluti di quello che si crede di essere. Paura di non riuscire ad essere abbastanza. Paura di sé stessi.


Sei qui per risolvere tutto questo e molto altro. Non per ignorarlo o per credere non sia necessario.


P.s. La stessa figura a cui mi riferisco offre persino corsi di 2 giorni per risvegliare il corpo di luce. Più facile di così...



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Se vuoi ricreare Pace ed Equilibrio in modo efficace e duraturo o se vuoi dare un'accelerata alla tua evoluzione fino a toccare con mano la Beatitudine, visita il sito www.parashanti.com e candidati ad una sessione strategica gratuita di 30 minuti per verificare se possiamo cominciare a lavorare assieme.

Buona vita!

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