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I 7 STATI DI COSCIENZA E LE 7 DIMORE: DUE APPROCCI DIVERSI, UN UNICO DIO



In questo post farò un breve confronto tra gli stati di coscienza visti dalla prospettiva del misticismo cristiano e del misticismo indiano, due approcci spirituali autentici che sembrano molto diversi a prima vista, ma che dicono esattamente la stessa cosa.


Prenderò in considerazione 2 grandi santi appartenenti a questi due approcci, che hanno parlato nello specifico di 7 stati di coscienza principali: Santa Teresa d'Avila e Maharishi Mahesh Yogi, il cosiddetto "yogi dei Beatles".


Secondo la grande mistica cristiana Santa Teresa d’Avila, la peggiore delle miserie è vivere senza Dio.

E’ molto affascinante notare come le 7 dimore di cui parla nel suo “Libro delle Dimore” siano paragonabili e a tratti perfettamente sovrapponibili ai 7 stati di coscienza che Maharishi Mahesh Yogi ha illustrato egregiamente qualche decennio fa (mappa più completa rispetto ai 4-5 che in genere vengono descritti dalla tradizione indiana).


La mistica spagnola paragona la nostra anima, casa di Dio, ad un castello. Le prime dimore corrispondono all’ingresso nella vita spirituale e sono il fondamento. Ma c’è anche chi vive fuori dal castello e mai ci entrerà.

A tal proposito cito una frase di Edith Stein, tremendamente attuale. E purtroppo sarà sempre più attuale. Chi ha orecchie per intendere...


“Gli abitanti però sono soliti gironzolare all’esterno o si arrestano alle mura di cinta, non sanno nulla dell’interiore del Castello. Veramente è strano, proprio una situazione patologica, che qualcuno non conosca la sua propria casa. In realtà però, ci sono molte anime così ammalate e così abitualmente tanto occupate con le cose esterne… che appare loro impossibile volgersi nel loro interiore. L’abitudine poi, di procedere sempre con i rettili e gli animali che stanno intorno al castello, le ha rese simili a loro” (Edith Stein, “Il castello dell’anima”).


Veniamo ora alle sette dimore.

La prima stanza è il portico dell’ingresso nella vita spirituale, l’inizio della ricerca interiore. Entriamo quando ci decidiamo a cercare Dio in noi.


La seconda stanza riguarda l’ascolto, l’apertura nel vedere e cogliere i richiami di Dio. Con tutta la fatica che questo comporta.


Nella terza dimora l’anima esercita virtù e pratiche spirituali, ma è tentata di prendere se stessa a misura della vita spirituale ed è ossessionata dal guardarsi. L’ego è ancora molto grande. Ha quindi bisogno di umiltà e obbedienza.


Nella quarta dimora c’è un cambiamento profondo, radicale. Si può dire che qui inizia il vero cammino mistico. C’è “un’invasione”, un nuovo modo di intrattenersi con Dio, di sentirlo, di viverlo. L’anima impara a raccogliersi nel Silenzio e a sprofondare in esso. Quindi la quarta casa riguarda l’approfondimento del nostro rapporto con Dio.


L’ingresso nella quinta stanza marca un cambio di passo: non si penetra dalla quarta alla quinta stanza come dalla seconda alla terza o dalla terza alla quarta, perchè qui conta di più la Grazia divina che lo sforzo personale. In questa dimora consideriamo meno la nostra vita come un cammino verso Dio, ma sperimentiamo piuttosto che Dio vive in noi. Come dice San Paolo: «Non sono più io che vivo, è Cristo a vivere in me».

Il desiderio di amare diventa più vivo e l’interesse per la mondanità scompare.


Nella sesta casa c’è il cosiddetto fidanzamento spirituale, ed assieme ad esso anche la “pena del desiderio” ovvero il dolore lacerante nel non sentirsi totalmente uniti a quell’amore estatico che si sente sempre più spesso per Grazia divina. Estasi e momenti di aridità (sensazione di assenza di Dio, di quell’amore che si sente spesso) si alternano per scavare nel profondo fino a lacerare completamente il vecchio io, lasciando spazio ad un tipo di riempimento diverso. Proprio come avviene con l’avanzare del fidanzamento quando si rinuncia a tutto per l’amato, è bene lasciare ogni cosa per Dio. Tradotto significa che si deve rivolgere TUTTA la propria attenzione al divino, in ogni istante.


Infine nella settima casa c’è il matrimonio, l’unione permanente con Dio: si realizza che non c'è mai stata alcuna separazione perchè esiste solo l'unica infinita Coscienza Estatica di cui ogni cosa è fatta. Soprattutto adesso si incarna questa verità in modo totale attraverso un sistema corpo-mente-spirito che fa sgorgare così da sè un amore incondizionato senza sosta. Veniamo ai sette stati di coscienza della tradizione indiana. I primi 3 stati di coscienza presi in considerazione dalla tradizione indiana sono sonno, sogno e veglia, quindi non è possibile fare un paragone con le prime 3 dimore. Tuttavia, specialmente dalla quarta dimora in poi ci sono moltissime similitudini con gli stati di coscienza di cui Maharishi ha parlato.


Il quarto stato di coscienza è lo stato di Meditazione, inteso non solo come il momento in cui svolgi la tua pratica di meditazione, ma come stato di coscienza di default. Infatti lo stato di veglia (terzo stato di coscienza) piano piano cambia, viene contagiato e trasmutato dal Silenzio, dall’energia che cominci a toccare grazie alla pratica meditativa. Fino a che la mente è così silente, solida, piena di Silenzio che può essere immersa nelle attività e persino nei pensieri senza che tale Silenzio venga alterato.


Il quinto stato di coscienza, o Coscienza Cosmica, segna anche qui un grande passaggio perché l’identificazione con l’io viene sciolta, si realizza che non si è una persona e un corpo fisico.


Nel sesto stato di coscienza, o Coscienza Divina, amore, devozione e beatitudine crescono a dismisura e, attraverso estasi e dolore (dolore perché ci si vuole disperatamente sciogliere, unire con quell’amore divino), l’anima viene spinta fino al settimo stato di coscienza, o Coscienza di Unità. L’unione appunto, dove non vi è più alcuna traccia di un io separato perchè si è sciolta l'identificazione per lasciare posto alla Verità: Pura Coscienza e Infinita Beatitudine.


Mi preme sottolineare un punto tanto essenziale quanto ignorato o sottovalutato: grazie alla Kundalini, già nel quarto stato di coscienza è possibile incontrare (e beneficiare dell’) l’amore estatico divino e quindi farsi trasportare in questo fantastico viaggio evolutivo in un modo completamente diverso. Molto più concreto, amorevole, profondo.


Come è possibile ricorrere all’aiuto della Kundalini? Questo avviene solo per Grazia divina, ma è proprio la tipologia degli strumenti che adoperi che aprono (o non aprono) la strada alla Grazia, la quale sostiene (o non sostiene) anche tali eventuali strumenti. Ecco perchè spesso enfatizzo questo aspetto e cerco di sensibilizzare chi è in cammino. La differenza sta tutta qui. Meraviglioso come Santa Teresa, nonostante ci insegni a volere Dio più di ogni altra cosa, allo stesso tempo ci ricorda che è Dio che ci fa passare da una stanza all’altra COME e QUANDO vuole.

Anche qui ci sono molte similitudini perché si apre l’eterno dibattito Dualità VS Non-Dualità, Libero arbitrio VS Destino, Sforzo personale VS Abbandono al divino, che da sempre attraversa ogni tradizione da migliaia di anni. Sembra una contrapposizione, un paradosso, ma non lo è affatto. Anzi, è la perfezione della totalità divina, tanto yin quanto yang, tanto vuoto quanto forma, tanto Shiva quanto Shakti, tanto duale quanto non duale. Concludo dicendo che la disamina che ho fatto è molto rapida e superficiale, ma non mi interessa approfondire dal punto di vista intellettuale perché sin da quando il divino mi ha catapultato nel suo cammino, ho sempre visto un chiaro filo comune in ogni tradizione. Chiaro come il sole. Per me è sufficiente, preferisco passare all’azione e aiutare altre anime a fare altrettanto giorno dopo giorno, in modo da verificare con la propria esperienza diretta queste grandi verità.


Infatti, nonostante sia Dio a scegliere come e quando avverrà ogni passaggio, è solo grazie all'azione che si può procedere da una dimora all’altra.

Spero questa lunga riflessione possa essere fonte d'ispirazione, però ti lascio con una domanda: rimani a guardare o entri nel castello?

Per guardare tutti i VIDEO clicca qui: https://www.youtube.com/c/Parashanti


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Buona vita!

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