• parashanti108

ECCO LA PROVA CHE IL LIBERO ARBITRIO NON ESISTE...FORSE

Aggiornamento: 27 ott 2020



Forse non dovrei fare questo post perché può dar luogo a ulteriori domande e fraintendimenti, che purtroppo non potranno mai essere risolti se non con la propria esperienza. Ed ecco perché invito sempre chiunque a non credere a ciò che io o qualcun altro dice, ma ad impegnarsi a verificare quello che ascolta.


Forse, però, può offrire lo stesso uno spunto di riflessione. Anche perché l’eterna questione se esiste il libero arbitrio oppure no, è un bel dilemma.


Dal punto di vista della persona come identità separata sembra ci sia libero arbitrio, anzi una persona media è più che certa di poter scegliere come vuole e quando vuole. Dal punto di vista del Sè invece non c’è alcun libero arbitrio perché non c’è nessun agente separato, e questo diventa evidente quando c’è un’esperienza diretta della propria vera natura.


Così facendo però non ne usciamo.


Offro allora una riflessione/intuizione che ora ricordo essersi manifestata un paio di anni fa mentre stavo guidando.

Parto da un fatto concreto, che al tempo stesso è anche la prova che non ci può essere libero arbitrio: devo arrendermi di fronte all’evidenza e ammettere che la mia vita è perfetta. Non mi fraintendere, non sono un milionario, non sto sul divano dalla mattina alla sera con dei servitori che mi imboccano e mi carezzano, non faccio vacanze da sogno. Conduco una vita molto semplice, monacale oserei dire. Certo, mi piacerebbe poter praticare più ore di così, magari in compagnia di grandi saggi, e magari stare in mezzo alla natura più a lungo, ma per il momento devo fare anche altro e a prescindere da tutto non posso fare a meno di ringraziare per le grazie che mi vengono donate ogni giorno.


Soprattutto non scambierei per nulla al mondo ciò che vivo, ciò che sento, ciò di cui sono consapevole.


A questo punto, per risolvere il dilemma, ci viene in soccorso la matematica: se davvero ci fosse libero arbitrio significherebbe che io, dal momento in cui questo corpo è nato fino a questo momento in cui scrivo, dovrei aver eseguito solamente scelte perfette, il che va contro ogni tipo di probabilità che questo si possa verificare, dato che ogni giorno ci troviamo di fronte a migliaia di microscelte, le quali possono far cambiare traiettoria alla nostra vita in un batter d’occhio e dato che sono ben lontano dall’essere infallibile o dal conoscere il futuro.


Il giorno che ho scelto di uscire a mangiare invece di rimanere a casa; di girare a destra invece che a sinistra; di accettare il biglietto gratis per overbooking invece di rifiutarlo; di incontrare quella persona e rinunciare a quell’altro appuntamento; di vestirmi e uscire di casa in 5 minuti invece che in 10, e via dicendo.


Non è possibile, nel modo più assoluto. Anche se io stesso mi sedessi per 1 milione di anni a pensare come condurmi al punto in cui mi trovo adesso così come sono adesso, non sarei in grado di progettare tutti i modi che hanno innescato il quotidiano susseguirsi di scelte e quindi di conseguenze, ne tantomeno riuscirei a far combaciare i fattori esterni incastrandoli alla perfezione.


Quindi, per questione di probabilità, l’unica scelta rimasta è che il libero arbitrio non esiste.


Sembra esistere e deve sembrare così.

Ecco perchè molto di quello che dico nei video e nei post può sembrare un paradosso di fronte a quanto ho appena scritto. Ma l’intera esistenza è un paradosso, il cercatore è un paradosso, Dio è un paradosso, il percorso spirituale è un paradosso.

Eppure è perfetto esattamente per questo motivo.


Non mi resta quindi che offrire un consiglio paradossale: impegnati ogni giorno al massimo per fare del tuo meglio ad evolvere e allo stesso tempo non prendere tutto questo troppo sul serio, lasciati andare, abbandonati al divino.


Sei in buone mani 🙏



POST SCRIPTUM


Dopo aver dipinto tragicamente la possibilità di non esistenza del libero arbitrio 😂, quanto sto per aggiungere rispetto a ciò che ho scritto ieri può sembrare in contraddizione. Forse però ci può essere quella che in inglese viene chiamata “loophole”, una sorta di via di fuga.


Di fatto non avremo mai la certezza assoluta in un senso o nell’altro.


Essendo un paradosso dove noi dobbiamo necessariamente fare la nostra parte, questo apre almeno 2 scenari importanti di cui tener conto. Il primo è che via via che noi evolviamo cioè lavoriamo su noi stessi cambiando il nostro stato di coscienza, diventiamo sempre più liberi. E forse, almeno in parte, è anche per questo che in sanscrito si parla di liberazione, moksha o mukti, oltre al motivo principale ovvero la liberazione dal samsara, il ciclo di nascite e morti.


Nel senso che se c’è poca consapevolezza in noi, siamo costretti a scegliere e reagire di fronte a cose, persone, situazioni, in modo squisitamente meccanico, forzato, in base ai nostri condizionamenti latenti (vasana e samskara) che ci obbligano a pensare e di conseguenza agire in un determinato modo anche se non vorremmo, anche se sentiamo che non va bene. Senza contare l’influenza subita dai condizionamenti esterni (pubblicità, credenze sociali, educazione ricevuta e via dicendo). In altre parole prevale la parte animale a discapito di quella divina.


Quanta più consapevolezza è presente invece (l’accrescimento deriva soprattutto dal nostro lavoro interiore quotidiano), tanto più spazio di manovra abbiamo perché siamo riusciti a creare un vero e proprio spazio fra noi e i nostri pensieri/sensazioni/circostanze, il quale ci permette di avere più libertà/autonomia di fronte ad una scelta o reazione. Senza spazio saremmo sommersi dal pensiero X e non potremmo fare a meno di seguirlo fino in fondo.


Quello spazio può crescere molto, ed è lo spazio della Consapevolezza, da cui sorgono saggezza, creatività, amore, compassione, gentilezza, intuizione, ecc., cioè la nostra vera natura, la chiave della libertà. Il secondo scenario importante da tener presente, di cui discuto anche nel percorso base “Trova il tuo Equilibrio interiore” fornendo qualche strumento in proposito, è che facendo la nostra parte noi aumentiamo le probabilità che una certa cosa si possa verificare. Mica male, no?


La fisica quantistica ha dimostrato che non esiste differenza tra mondo interiore e mondo esteriore, e che la nostra semplice osservazione di un evento va a modificare l’esito dell’evento stesso. Immagina cosa puoi fare se non ti limiti ad osservare, ma se ti adoperi attivamente per realizzare una determinata cosa. Chiaramente se c’è più consapevolezza, il processo risulta più efficiente proprio perché non viene inficiato dalla (elevata) quantità e (bassa) qualità dei pensieri che solitamente sommergono una persona media ogni giorno.


Si tratta di una danza cosmica tra noi e il divino, dove alle volte sembra che siamo noi a condurre, alle volte sembra essere il divino. Ecco perché a prescindere da tutto rimane fondamentale fare la propria parte: in questo modo emani un input diverso nell’esistenza, ed essendo tutto energia, questa energia richiama altra energia della stessa qualità.


Quindi, lasciando da parte il libero arbitrio per un attimo ed essendo pratici, se in questo momento scegli di sorridere invece che avere il broncio, il tuo organismo rilascia dei neurotrasmettitori completamente diversi. E anche questi contribuiscono a creare o replicare gli schemi mentali che poi ti conducono a scegliere e reagire in un determinato modo.


A te la scelta (?) 😉



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Buona vita!

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