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COS'E' L'ESTASI DIVINA O BEATITUDINE



Oggi parliamo della cosa più maestosa, più incredibile che ci sia: l'Estasi divina, la Beatitudine della nostra vera natura. Così tremendamente magnifica che è impossibile rendere l’idea se non avendone l’esperienza diretta. Il mio più grande desiderio è che ogni essere umano possa sperimentarla, anche solo per un istante.


Beatitudine è la traduzione della parola sanscrita “Ananda”. I Veda e tutti i grandi santi di questi millenni ci dicono infatti che siamo Sat-Cit-Ananda cioè Esistenza-Coscienza-Beatitudine ed è questa l’unica cosa che dobbiamo realizzare.


Come si può vedere, Ananda è “l’ultimo” dei 3 aspetti proprio perché solitamente viene dopo aver riconosciuto ciò che siamo veramente. Ma, se si incontrano delle pratiche che lavorano con Kundalini, allora è possibile muoversi in quella direzione e sperimentare fin da subito la beatitudine, la quale in virtù della sua natura dinamica, darà una grande accelerata al percorso perché agisce in profondità, scioglie il karma e quindi produce grandi cambiamenti, oltre a donare sensazioni estatiche.


Vivere uno stato di pace e serenità permanente, dimorare nello stato di Presenza, aver avuto delle esperienze di risveglio, NON implica beatitudine.

Ananda è stata tradotta con “beatitudine” in italiano e con “bliss” in inglese proprio perché non si tratta di pace, gioia, appagamento, senso di meraviglia, serenità, benessere e simili. Beatitudine è molto di più. E' pura estasi senza fine che riempie. Nemmeno l’insieme di tutti gli orgasmi e di tutte le più belle sensazioni che hai provato in tutta la tua vita possono avvicinarsi.


Inoltre, per quella che è la mia esperienza, esistono almeno 3 sfumature diverse cioè beatitudine, beatitudine estatica ed estasi. In ogni caso, per essere ancora più precisi, la beatitudine o la più intensa estasi divina (o estasi mistica che dir si voglia) possono avvenire solo grazie alla Kundalini. Non si tratta di opinioni o teorie, ma di questioni meramente “tecniche” nel senso che così come non ci può essere luce senza il sorgere del Sole, allo stesso modo non può essere generata beatitudine senza Kundalini.


Di conseguenza se non si lavora con pratiche che agiscono su di essa, è alquanto difficile poter beneficiare degli effetti della beatitudine.


Su Kundalini ho già fatto dei video per tentare di chiarire le assurdità che sono state pronunciate in Occidente negli ultimi decenni da più parti. Quindi ti invito a vederli qui per comprendere meglio.


Non è un oggetto da collezione o qualcosa che può essere trovato dopo qualche mese o anno di pratiche casuali o se non si ha mai svolto alcun lavoro interiore. Qui uno generalmente si scoraggia, e questo fa capire quanto effettivamente vuole conoscere sé stesso e trovare la felicità. L’unica cosa certa che si fa fatica a comprendere è che se non si inizia (o se si crede di essere già arrivati), non si conclude nulla. Un’altra certezza è che tutto quello che uno compie in questa vita “in termini spirituali”, non viene perso. Chiaramente non mi riferisco a corsi fatti o libri letti, ma a quanto si è riusciti a raffinare il proprio grado di consapevolezza o, in altre parole, quale tipo di stato di coscienza si sta vivendo.


Solo quando c’è beatitudine ci può essere un vero amore, un amore infinito che non lascia spazio ad altro e che a volte, quando si intensifica e avviene l'estasi divina, non ti consente nemmeno di muoverti, di parlare, persino di respirare da quanto estasiante può essere.


L’amore incondizionato non è part-time. C’è molto da lavorare per vivere con i fatti, e non con le parole, una corrente costante di beatitudine e quindi incarnare l’amore incondizionato.

Per fare questo non basta autoconvincersi, leggere dei libri, usare parole altisonanti o fare mille corsi, ma è necessaria una pratica autentica. Se ne sono accorte le persone a cui ho insegnato queste pratiche avanzate, le quali avevano alle spalle già molti anni di lavoro su di sé, un lavoro di qualità, ma che proprio per i motivi che ho menzionato non sono stati sufficienti per accedere a quell’energia di cui ora godono. Se non hai la chiave giusta, non puoi entrare.


Tuttavia, le facce della medaglia sono sempre 2 quindi prima o poi nel cammino si notano anche manifestazioni meno piacevoli in noi che necessitano di essere purificate, lasciate andare. Ed è proprio la Beatitudine più di ogni altra cosa che riesce a fare breccia e smussare, modificare o addirittura sradicare quei profondi condizionamenti che ci trasciniamo da tempi immemori, i quali ci spingono a pensare, parlare e agire in un determinato modo, anche se non vogliamo.


La Pace è un tipo di energia statico, mentre la Beatitudine, in confronto, è un tipo di energia dinamico. Ecco perché ciò che produce i più grandi e profondi cambiamenti è la Beatitudine. Ha la forza per farlo, per andare alla radice e sciogliere ogni tipo di blocco, schema mentale/comportamentale, aprire i canali energetici e accelerare così il processo di erosione di tutto ciò che offusca la tua vera natura, compreso il tuo falso io.

Non importa quale sia il tuo grado di consapevolezza. Questo processo di evoluzione, di raffinazione dell'energia avviene e avverrà sempre, perché è lo scopo della vita stessa. Non dimentichiamolo. Piuttosto si tratta di capire se vuoi collaborare attivamente con questo processo o se vuoi prendertela con comodo e quindi ritardarlo.


La tendenza della mente è quella di credere che questo stato che stai vivendo adesso sia il più alto, che non ci sia nulla di più. Proprio come chi vive lo stato di veglia, sonno e sogno pensa che non possano esistere altri stati di coscienza, allo stesso modo chi ha avuto qualche risveglio o chi vive uno stato di pace, pienezza, serenità, presenza, generalmente crede non ci sia nient’altro e quindi associa la Beatitudine a quello, sentendosi arrivato.


E’ proprio con la presunzione di sapere che ti stai fregando con le tue stesse mani, perché la tua mente vuole convincerti di qualcosa che ancora non conosci, non vivi. E questo, fra le altre cose, causa la tua stagnazione cioè l’impossibilità di progredire e di conoscere veramente qualcosa di diverso da quello che sai o vivi in questo istante. Ho incontrato persone che erano in questa precisa situazione e allo stesso tempo non erano convinte che ci potesse essere molto altro perché avevano avuto vari risvegli ed erano nella fase “non c’è niente da fare, basta vivere nel qui e ora”. Si sono dovuti ricredere non grazie alle mie parole, ma all’esperienza diretta che hanno avuto modo di sperimentare attraverso dei lavori avanzati che abbiamo svolto assieme.


Il consiglio con cui ti voglio lasciare oggi quindi è di non sentirti mai arrivato e di aprirti ad ogni possibilità. In questo modo potrai aprire più porte di quante ne puoi immaginare.

Da una parte c'è l'autostrada verso la Beatitudine, l'Estasi Divina e oltre. Fino all'unione. Dall'altra c'è l'autostrada verso la Sofferenza. Quale delle due?

Per guardare tutti i VIDEO clicca qui: https://www.youtube.com/c/Parashanti


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Buona vita!

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