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RISVEGLIO DI KUNDALINI ALLA VELOCITA' DELLA LUCE

Aggiornato il: mag 14



Solitamente una volta al mese organizzo un evento online di gruppo dove trasmetto Shaktipat a più persone. All’ultimo evento era presente anche una persona con cui avevo parlato qualche giorno prima in un incontro conoscitivo e che avrebbe iniziato un percorso con me a breve.


Proprio nel suo caso ci sono stati degli effetti sorprendenti fin da subito. Nessuno può mai sapere come agirà la Grazia. Ci tengo a specificare però che solo quando il cercatore è pronto la Grazia può agire in certi modi. E’ intelligenza perfetta quindi sa come, quando e quanto operare.


Quest’anima aveva già svolto un lavoro su di sé per alcuni anni praticando meditazione, ma mi ha detto chiaramente “Non avevo mai sentito una tale sensazione di energia”. Al punto che quella notte non è riuscita a chiudere occhio.


Avevo notato che durante la trasmissione stava succedendo qualcosa di particolare in lei e ho intuito cosa potesse essere. Quando ci siamo visti qualche giorno dopo per iniziare il percorso “Trova il tuo Equilibrio interiore” mi ha confermato che le era sorta l’esigenza impellente di stare più dritta con la schiena e di muovere il collo ogni tanto perché era piacevole. Oltre ad una sensazione particolare in una zona del corpo.


Abbiamo svolto la cerimonia di iniziazione alla tecnica di (vera) meditazione che insegno e abbiamo meditato assieme. E’ qui che la Grazia ha continuato ciò che aveva iniziato.


Subito dopo la nostra meditazione mi ha descritto cosa aveva sentito in modo molto specifico. Non scendo nei dettagli (anche per evitare che le persone comincino a fare auto diagnosi), ma le sensazioni e i punti attraverso cui Kundalini si manifesta sono inequivocabili.


E’ così che anche lei è stata benedetta da tale Grazia divina, la quale ora le darà una spinta pazzesca per proseguire il suo cammino. Le ho spiegato che per come sono fatto non sono solito esaltare l’importanza di risultati e benedizioni né su di me né su qualcun altro perché c’è molto lavoro da fare e quindi bisogna guardare avanti con umiltà, ma ciò che è successo è la cosa più preziosa che può succedere ad un cercatore durante il suo cammino.


Ecco che anche in questi giorni, quando applica la nuova tecnica che ha imparato, sta notando delle sensazioni nuove mai provate prima. “Si apre tutto” come mi ha detto. Certo, questo è merito soprattutto della Kundalini, ma anche lei come tutte le anime che iniziano ad usare questo tipo di meditazione, non ha potuto fare a meno di notare la differenza sostanziale rispetto ai lavori che aveva svolto in passato.


Io lo chiamo percorso base per distinguerlo dalle altre cose che faccio, ma gli strumenti che insegno non sono per nulla “base”. Per 8 anni ho usato solamente 2 strumenti che oggi metto a disposizione a chi svolge il percorso “base”. Sono le colonne portanti che invito ad usare ogni singolo giorno perché ho visto su di me dei risultati che mai avrei immaginato.


Ovviamente ci sono anche altri fattori che fanno la differenza, come ad esempio l’approccio che si adopera verso le pratiche e il cammino, le “spinte” delle meditazioni settimanali di gruppo che ho cominciato da qualche tempo riservate a chi lavora con me, lo stile di vita e altro ancora.


Non si può pretendere di vincere le Olimpiadi senza avere un serio interesse, un valido sistema di allenamento, una guida, o allenandosi solo quando si ha voglia.


Allo stesso modo non si può pretendere di avere risultati spirituali/esistenziali senza ciò che ho elencato sopra o, peggio, inseguendo seminari, collezionando diplomi, limitandosi a piegare il corpo in posizioni da fotografare, imparando ogni trovata olistica del momento, evitando di affrontare la propria mente e via dicendo. C’è già molto da fare e il tempo è limitato per tutti. Usiamolo saggiamente.



Ma non è finita qui perchè quest’anima non si è fatta mancare nulla nella sua prima settimana di lavoro. Non bastava la scintilla che ha fatto destare Kundalini per grazia divina subito dopo aver ricevuto Shaktipat e ciò che ha vissuto dopo l’iniziazione alla tecnica di vera meditazione che insegno.


Già questo sarebbe stato sufficiente visto che è successo tutto alla velocità della luce con nostro grande stupore. Evidentemente era pronta per una vera accelerata, dopo anni di pratiche.


Mentre stava svolgendo la sua nuova pratica di meditazione, Kundalini ha deciso di mostrarsi attraverso grande Beatitudine, come un’onda che la travolgeva dal basso verso l’alto dolcemente e profondamente.


Quando mi ha scritto le ho chiesto di sentirci al telefono perché comunicare un’esperienza, specialmente di questo tipo, è più importante di quanto si possa credere. Ecco che mentre la descriveva cercando le parole più giuste, entrambi abbiamo sentito affiorare quella Beatitudine. Quando sperimenti Quello e ne parli, Kundalini si mostra se c’è autenticità.


Non ho potuto fare a meno di dirle: “Volevi conoscere la Beatitudine. Eccoti servita. Quando il cercatore è pronto e sincero, il divino risponde sempre. Anche molto in fretta.”


Un’anima attraversa un numero scioccante di vite e un’indicibile sofferenza al fine di trovare e toccare con mano proprio questo. E da qui ripartire con una carica ancora più grande per potersi unire totalmente al divino.


Come sempre però ci sono 2 facce della medaglia. Ed ecco che ho invitato ad andarci piano, a non praticare più del dovuto e a non fare troppe cose perché solitamente c’è sempre il contraccolpo. Per ogni salita c’è una discesa.


Ci siamo rivisti per la nostra sessione successiva dopo alcuni giorni e mi ha ringraziato per “averla preparata” ad accogliere, per quanto possibile, il momento di “down” che nei giorni successivi si è manifestato. Ad un profano questo può sembrare strano, senza senso. Invece è perfettamente normale e necessario.


Quando scavi una buca devi per forza risalire in superficie a gettare i detriti. Non è sbagliato, non è inutile, bensì fa parte del processo. Quella grande energia scava, va in profondità, scioglie ed espelle ciò che deve essere lasciato andare, rimuove degli strati che offuscano la nostra vera natura. O, per dirla con altre parole, viene bruciato karma.


L’intero viaggio verso sé stessi si potrebbe riassumere dicendo proprio questo ovvero che bisogna bruciare tutto il karma che vela l’infinita coscienza estatica di cui siamo fatti. A tal fine ci sono questi momenti di “down” dove si brucia il vecchio per fare spazio al nuovo.


E’ un processo di perdita, di rimozione, che mostrerà sempre più chiaramente ciò che non scompare e non cambia mai, fino a che anche l’ultima, più contratta, più radicata identificazione/credenza, quella di un io separato, verrà sciolta.


Quando il fuoco viene acceso si può finalmente procedere più spediti, con un piglio diverso perché non si può più scordare l’amore divino. Rimane impresso per sempre fortunatamente. Noi dobbiamo continuare ad alimentare il fuoco attraverso pratiche autentiche con Volontà, Umiltà e Fede, e lasciare che la Grazia divina faccia il resto.


Quando si è stufi della fuffa che imperversa nella spiritualità e si è realmente interessati a lavorare su sé stessi con serietà per toccare con mano tutto ciò, allora si trovano gli strumenti adeguati come alcune anime hanno già verificato. Per guardare tutti i VIDEO clicca qui: https://www.youtube.com/c/Parashanti


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Buona vita!

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