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CHIARIMENTO SU BEATITUDINE-KUNDALINI-AMORE INCONDIZIONATO

Aggiornato il: gen 6



Invito a leggere prima questo post sulla Beatitudine per comprendere meglio: https://www.parashanti.com/post/cosa-e-la-beatitudine



Ahi ahi ahi. Capisco perché molti hanno scelto di non scrivere nulla. E anche di non dire nulla in alcuni casi...


Oggi tutto viene frainteso, è incredibile. A tratti deprimente. E soprattutto noto una presunzione senza limiti. Questa ostinata pulsione a credere di sapere tutto a tutti i costi.


Sappi che non c’è niente di male se non sai o se non vivi ancora qualcosa, anzi!


Al contrario, è proprio con la presunzione di sapere che ti stai fregando con le tue stesse mani, perché la tua mente vuole convincerti di qualcosa che ancora non conosci, non vivi. E questo, fra le altre cose, causa la tua stagnazione cioè l’impossibilità di progredire e di conoscere veramente qualcosa di diverso da quello che sai o vivi in questo istante.


La tendenza della mente è quella di credere che questo stato che stai vivendo sia il più alto, che non ci sia nulla di più. Proprio come chi vive lo stato di veglia, sonno e sogno pensa che non possano esistere altri stati di coscienza, allo stesso modo chi ha avuto qualche risveglio o chi vive uno stato di pace, presenza, serenità, pienezza, generalmente crede non ci sia nient’altro e quindi associa la Beatitudine a quello, sentendosi arrivato.


Però sono 2 le opzioni: o c’è una percentuale molto alta di persone che davvero conosce e vive questa beatitudine più o meno stabilmente, dentro o fuori le proprie pratiche, oppure sembra che questa percentuale sia molto alta da come si sente parlare e scrivere, ma in realtà è molto bassa e quindi si dovrebbe lavorare ancora su di sè.


Se fosse vero il primo caso, allora la situazione nel “mondo esterno” sarebbe drasticamente diversa. E per drasticamente diversa non intendo solo la pace nel mondo (che sarebbe sufficiente), ma un mondo stile Satya Yuga. Dato che non è così per ora, forse è più probabile la seconda opzione, per questo invito sempre chiunque a praticare di più e a parlare di meno.


Perchè dico tutto questo?


Alcune persone dicono di vivere questa Beatitudine di cui parlo o che la vorrebbero per poter vivere meglio.


Mi auguro siano in buona fede e comprendo ci possano essere fraintendimenti sui termini e quindi provo a chiarire ulteriormente, ma ti chiedo il grande favore di fare attenzione alle parole che usi perché c’è un motivo se non sono tutte uguali.


Beatitudine è la traduzione della parola sanscrita “Ananda”. I Veda e tutti i grandi santi di questi millenni ci dicono infatti che siamo Sat-Cit-Ananda cioè Esistenza-Coscienza-Beatitudine ed è questa l’unica cosa che dobbiamo realizzare.


Come si può vedere, Ananda è “l’ultimo” dei 3 aspetti proprio perché viene dopo, molto dopo. E solo se si incontrano delle pratiche che lavorano con la Shakti (e quindi con Kundalini), con l’aspetto energetico, è possibile muoversi in quella direzione, per così dire.


Vivere uno stato di pace e serenità permanente, essere consapevoli della propria vera natura, dimorare nello stato di Presenza, aver avuto dei risvegli, NON implica beatitudine.


Ananda è stata tradotta con “beatitudine” in italiano e con “bliss” in inglese proprio perché non si tratta di pace, felicità, gioia, amore, serenità, appagamento, leggerezza, contentezza, senso di meraviglia, stupore, benessere e simili.


Beatitudine è molto di più.


In un post (https://www.parashanti.com/post/cosa-e-la-beatitudine) l’ho paragonata all’istante prima del picco di un orgasmo, ma chiaramente è solo una descrizione verbale che non può rendere giustizia a qualcosa di così grande. Un orgasmo infatti svuota, la beatitudine riempie. Riempie in un modo che nessun altra sensazione è in grado di replicare.


Oltretutto, per quella che è la mia esperienza, esistono almeno 3 sfumature diverse cioè la beatitudine, la beatitudine estatica e l’estasi.


In ogni caso, per essere ancora più precisi, la beatitudine può avvenire solo grazie a Kundalini. Sulla Kundalini ho già fatto dei video per tentare di chiarire le assurdità che sono state pronunciate negli ultimi decenni in Occidente da più parti, che puoi trovare qui: https://www.youtube.com/watch?v=LZ8KWnCR3mk&list=PLpQV7eOSMuAN2Rr8ZKoP-6D_N8O5tI3nA


Di conseguenza se non si lavora con pratiche che agiscono su di essa, è alquanto difficile poter beneficiare degli effetti della beatitudine. Non si tratta di opinioni o teorie, ma di questioni meramente “tecniche” nel senso che così come non ci può essere luce senza il sorgere del Sole, allo stesso modo non può essere generata beatitudine nei tuoi corpi senza Kundalini.


Chi invece dice di volere questa beatitudine, deve sapere che non è un oggetto da collezione o qualcosa che si può trovare dopo qualche mese o anno di pratica se non si ha mai svolto alcun lavoro. Qui uno generalmente si scoraggia, e questo fa capire quanto effettivamente vuole conoscere sé stesso.


Nessuno può sapere con certezza quanto tempo o quante vite sono necessarie, ma l’unica cosa certa che si fa fatica a comprendere è che se non si inizia (o se si crede di essere già arrivati), non si conclude nulla. Un’altra certezza è che tutto quello che uno compie in questa vita “in termini spirituali”, non viene perso. Chiaramente non mi riferisco a corsi fatti o libri letti, ma a quanto si è riusciti a raffinare il proprio grado di consapevolezza o, in altre parole, a quale tipo di stato di coscienza si sta vivendo.


Concludo dicendo che mi rendo conto oggi ci sia questa “moda” (che riflette un bisogno) nel voler ostentare amore incondizionato, ma di fatto sono solo parole che non fanno seguito ad un reale amore incondizionato. Ci può essere benevolenza o il desiderio di amare, ma se non c’è la sensazione corrispondente, allora si sta tentando di fare una forzatura cioè di voler provare una sensazione che di fatto non si prova ancora. E questo non produce mai nulla di buono.


Solo quando c’è beatitudine ci può essere un vero amore, un amore infinito che non lascia spazio ad altro e che a volte non ti consente nemmeno di muoverti, di parlare, persino di respirare da quanto estasiante può essere.


L’amore incondizionato non è part-time. E c’è molto da lavorare per vivere con i fatti, e non con le parole, una corrente costante di beatitudine e quindi di amore incondizionato.


Per tale motivo invito a parlare meno di beatitudine e di amore incondizionato e a praticare di più per vivere concretamente tutto questo.


Soprattutto, non sentiamoci mai arrivati.



Per guardare tutti i VIDEO clicca qui: https://www.youtube.com/c/Parashanti


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Buona vita!

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